Sibilla cumana - Campi Flegrei

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Sibilla cumana

Miti e Religioni
lago d'averno

La Sibilla Cumana è una delle figure mitologiche più acclarate della zona dei Campi Flegrei. I Romani avevano la "necessità" di conoscere anzitempo il loro destino, soprattutto circa l'esito di future battaglie. Ecco che ricorrevano alla sacerdotessa che secondo la tradizione, officiava in una grotta. La Siibilla Cumana doveva depurarsi nelle acque prima di espletare la sua funzione che si svolgeva attraverso un foro all'interno della grotta stessa.

I responsi della Sibilla Cumana non erano mai discussi,secondo una "sacralità" indiscussa....tuttavia essa officiava attraverso un linguaggio che poteva portare a più interpretazioni....da questa cosa nasce il "linguaggio sibillino" La sacerdotessa, secondo la tradizione,era bellissima,  fu desiderata dal dio Apollo anch'egli bellissimo, ma lo respinse pur chiedendogli di poter vivere un numero di anni pari ai granelli di sabbia presenti nel pugno di una mano....


Apollo  concesse questo privilegio ma, col passar del tempo la sacerdotessa vedendosi invecchiata,imbruttita re rimpicciolita dal tempo,  si rese conto di aver dimenticato di chiedere anche l'eterna giovinezza....Un altro mistero accompagna il mito della Sibilla Cumana: in quale grotta ella era dedita ai suoi servigi sacerdotali?In base ad una prima idea, essa avrebbe officiato lungo le sponde dell'attuale lago d'Averno(,che all'epoca era parte del territorio cumano....)

in una grotta che in origine fungeva da collegamento fra il lago d'Averno ed il vicino lago Lucrino, la presenza dell'acqua per depurarsi, e del foro adatto per le profezie hanno portato a tale credenza,

tuttavia  gli archeologi hanno col tempo abbandonato tale idea indicando invece una seconda grotta sita nell'acropoli di Cuma. Inoltre sembra che la Sibilla Cumana fosse "insediata" da Aristodemo e per sfuggirne le attenzioni spesso si recava in vacanza presso l'attuale Casamicciola dove risiedeva e officiava in una grotta nei pressi dell'attuale parco termale del Castiglione.

Il mito della Sibilla si sviluppò soprattutto per i Romani anche a livello politico. Un potere sacerdotale non poteva essere eluso dalla politica che in un certo modo se ne servì per i suoi scopi di potere. Ecco che i servigi della sacerdotessa, le sue previsioni, ancorchè "sibilline" furono spesso interpretate per funzioni politiche. Inoltre con l'avvento del Cristianesimo la stessa Sibilla non poteva sparire ma fu in un certo modo "cristianizzata" per renderla ancora attiva nonostante avesse preso l'avvento una cultura completamente differente da quella precedente.
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